Bonus tende da sole: l’agevolazione che permette a molte famiglie di spendere molto meno

Bonus tende da sole 2025

Stefano Orlandi

Novembre 7, 2025

Sulle facciate delle case italiane, le tende che abbassano la luce e il calore sono diventate anche uno strumento fiscale. Installare una schermatura esterna può infatti aprire la strada a una riduzione d’imposta, ma le percentuali e le condizioni cambiano a seconda dei casi e dei tempi degli interventi. In diverse città italiane chi sostituisce o monta tende da sole si trova di fronte a scelte pratiche e burocratiche: conviene attendere una scadenza? Si riesce a ottenere il massimo dell’agevolazione? In questo quadro, è utile o meglio indispensabile chiarire quali aliquote restano applicabili e fino a quando.

Aliquote e scadenze: cosa cambia

Il punto di partenza è semplice: per le schermature legate alla riqualificazione energetica vale l’ecobonus, con la possibilità di ottenere una detrazione fino al 50% se l’intervento riguarda la prima casa, almeno fino al 31 dicembre 2025. Per immobili diversi dalla residenza principale l’aliquota è più bassa: il riferimento è al 36%. Nel corso del biennio successivo le percentuali sono previste in diminuzione: la prima casa scenderà a percentuali inferiori e, da gennaio 2028, è prevista un’unica aliquota uniforme per tutti gli immobili.

Per molte famiglie che affrontano il problema del calore estivo. – casecasa.it

Accanto all’ecobonus resta la possibilità di collegare le tende a interventi complessivi che accedono al Superbonus, ma per lavori semplici questa opzione è sempre più rara. Il Superbonus è rimasto utilizzabile al 65% solo per opere già avviate entro la data del 15 ottobre 2024; per questo motivo, per chi programma un’installazione autonoma la strada praticabile è quasi sempre quella dell’ecobonus. Un dettaglio che molti sottovalutano è proprio il vincolo temporale: chi non ha avviato i lavori entro la scadenza perde automaticamente l’opportunità di sfruttare la percentuale più alta.

A chi spetta e quali sono i limiti di spesa

La normativa distingue chi può beneficiare della detrazione in base al titolo giuridico e all’uso dell’immobile. Per avere la detrazione al 50% è necessario essere proprietari o titolari di un diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, diritto d’uso, abitazione o superficie) e utilizzare l’unità immobiliare come residenza principale. Se al momento dell’apertura dei lavori l’abitazione non è ancora adibita a prima casa, l’aliquota può comunque essere applicata a condizione che l’immobile venga destinato a residenza principale al termine dell’intervento.

Per tutte le altre situazioni — inquilini, comodatari, familiari conviventi o conviventi di fatto — l’aliquota ordinaria applicabile è il 36%. È fondamentale verificare la titolarità e la destinazione d’uso prima di sostenere le spese, perché da questo dipende l’aliquota riconosciuta. Un aspetto che in molti notano solo alla fine è la documentazione richiesta: senza fatture corrette e bonifici parlanti la detrazione non può essere fruita.

Sul piano economico la detrazione opera entro un limite per unità immobiliare: il riferimento è a 60.000 euro comprensivi di fornitura e posa in opera. Inoltre, a partire dal 2025 sono previste modulazioni in funzione del reddito familiare: per nuclei con reddito compreso tra 75.000 e 100.000 euro è previsto un tetto di spesa detraibile ridotto, mentre per redditi superiori la soglia scende ulteriormente. Questi limiti annuali possono essere aggiornati in base al numero di figli a carico o alla presenza di persone con disabilità nel nucleo.

Requisiti tecnici, documenti e come richiederlo

Non tutte le tendine o le veneziane rientrano nell’agevolazione: la normativa parla di schermature solari che proteggono le superfici vetrate, applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non facilmente smontabili dall’utente. Possono essere montate all’esterno o all’interno della finestra, devono essere mobili e certificate come “tecniche”; inoltre l’orientamento è un elemento pratico decisivo: sono ammesse schermature posizionate da est a ovest passando per sud, mentre sono escluse quelle rivolte verso nord o nord-est/nord-ovest. Dal punto di vista energetico è richiesto un valore del fattore di trasmissione solare totale accoppiato al vetro inferiore o uguale a 0,35.

Per ottenere la detrazione non serve un’istanza preventiva: la detrazione va riportata nella dichiarazione dei redditi e si recupera in 10 quote annuali di pari importo. Sul fronte documentale occorre conservare la fattura o la ricevuta fiscale con descrizione dettagliata dell’intervento, annotando la dicitura prevista dal decreto (schermatura solare dinamica ai sensi del D.L. 311/2006 allegato M), e il bonifico o il pagamento che riportino causale, codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA dell’impresa. Entro 90 giorni dall’installazione la cosiddetta “Scheda descrittiva dell’intervento” va inviata telematicamente all’ENEA attraverso il portale dedicato; senza questa trasmissione la pratica può rimanere incompleta.

Chi intende agganciare le tende a un intervento trainante per ottenere la stessa aliquota del Superbonus deve eseguire i lavori contestualmente all’intervento principale e rispettare i termini amministrativi come la presentazione della CILA quando richiesta. Un altro dettaglio pratico: dal 17 febbraio 2023 non è più possibile utilizzare la cessione del credito o lo sconto in fattura per alcune agevolazioni, circostanza che ha modificato le opzioni disponibili per chi preferiva soluzioni diverse dall’attesa della detrazione in dichiarazione. Per molte famiglie che affrontano il problema del calore estivo, la tenda resta comunque una risposta tecnica ed economica concreta, con un impatto visibile sulle bollette e sulla vivibilità dell’abitazione.