In molte case moderne basta uno sguardo per capire che i muri fissi non sono più l’unica soluzione: quando uno spazio è ampio o multifunzione, serve qualcosa che separi senza isolare. La quinta entra esattamente in questo ruolo: non è un muro pieno né un semplice mobile ma un elemento che crea confini visivi, organizza percorsi e può incorporare funzione e stile. Chi vive in città lo nota ogni giorno, soprattutto in appartamenti con open space o in monolocali dove ogni metro quadrato conta.
Che cos’è una quinta e perché conviene usarla
In architettura d’interni la parola quinta deriva dal teatro: serve a schermare la scena ma lascia aperto il campo visivo. In casa funziona allo stesso modo: è un elemento che delimita senza interrompere completamente il rapporto tra gli ambienti. Non è una parete portante, dunque offre flessibilità, e proprio per questo è scelta spesso per differenziare zona pranzo, area living e cucina dentro lo stesso volume.

La quinta risponde a esigenze concrete: creare privacy in un monolocale, definire percorsi in un grande open space, oppure nascondere la cucina quando si ricevono ospiti. Può anche incorporare soluzioni pratiche come mensole, vani contenitore o una porta per una cabina armadio. Un dettaglio che molti sottovalutano: una quinta ben pensata può aumentare la percezione di ordine e controllo su uno spazio caotico, senza comprometterne la luminosità.
Dal punto di vista pratico, scegliere una quinta significa mettere a fuoco tre priorità: funzionalità (cosa deve fare), estetica (come integrare lo stile esistente) e flessibilità (quanto deve essere modificabile). Per questo motivo progettisti e interior designer la considerano uno strumento ricco: permette di risolvere problemi reali — la vista diretta su una cucina aperta, la convivenza in spazi ristretti, o la presenza di elementi strutturali da valorizzare — con risposte su misura.
Materiali, funzioni e soluzioni pratiche nel soggiorno e in cucina
La versatilità della quinta passa soprattutto dai materiali. Legno, cartongesso, vetro, pannelli o tessuti non sono solo scelte estetiche: definiscono il grado di luminosità, isolamento acustico e possibilità di inserire elementi funzionali. Una quinta in legno a listelli, ad esempio, permette il passaggio della luce mantenendo la separazione visiva; quella in cartongesso può ospitare nicchie, mensole o impianti elettrici. Un fenomeno che in molte città emerge è la preferenza per soluzioni che non richiedono lavori invasivi, proprio per la mobilità crescente delle famiglie.
Nel living ampio si possono inserire quinte scenografiche che celano la cucina lasciando però due passaggi laterali: così la funzione di appoggio per colonne frigo o dispensa convive con una parete decorata che diventa sfondo per il tavolo. Chi sceglie il legno spesso opta per listelli regolabili o girevoli: praticità quando si vuole aumentare la privacy, apertura totale quando si cerca continuità. Un dettaglio che molti sottovalutano riguarda la manutenzione: materiali diversi richiedono cure differenti e influiscono sul costo a lungo termine.
Quando il problema è un elemento strutturale inamovibile, la quinta può trasformarlo in risorsa. Un pilastro può essere incorniciato da listelli che arrivano al soffitto e interrotti da un pannello contenitore: il risultato è una soluzione che nasconde e serve, valorizzando lo spazio. In termini pratici, questo approccio mette insieme design e funzione senza sacrificare luce o passaggi di comunicazione tra cucina e pranzo.
Quinte in camera da letto: privacy, cabina armadio e soluzioni luminose
In zona notte la quinta diventa uno strumento per ritagliare intimità. In camere ben dimensionate si può costruire una quinta in cartongesso addossata al letto per creare una vera e propria cabina armadio dietro la testata. Queste strutture possono includere due passaggi laterali che rendono l’armadio accessibile da entrambe le parti, offrendo una soluzione ordinata senza dover ricorrere a corridoi lunghi e sprecati.
Un’alternativa sempre più diffusa è la quinta in vetro traslucido: crea un corridoio alle spalle del letto, mantiene la luce diffusa e separa senza chiudere. La scelta del vetro colorato o satinato influenza l’atmosfera e la percezione dello spazio; per chi cerca un tocco decorativo, una quinta rivestita di carta da parati permette di avere sia funzione che immagine. Un aspetto che sfugge a chi vive in città: il materiale scelto incide anche sul comfort acustico della camera.
Dal punto di vista pratico, progettare una quinta per la camera richiede attenzione alle altezze, ai passaggi e all’illuminazione. Inserire applique o nicchie favorisce l’uso notturno; tinte e finiture devono coordinarsi con pavimenti e tessuti. In definitiva la quinta non è solo un elemento tecnico: diventa una componente d’arredo che modula privacy, luce e ordine. E per molte abitazioni italiane questa soluzione sta ormai entrando nelle scelte quotidiane di ristrutturazione, perché risolve problemi reali con un impatto visivo controllato.
