Sul pianerottolo del condominio, un cantiere che parte prima della fine dell’anno sembra una vittoria per l’accessibilità: una piattaforma o un ascensore esterno può cambiare la vita di anziani e persone con disabilità. Ma sul piano fiscale la regola che governa l’agevolazione è più stringente del calendario dei lavori. Lo chiarisce un intervento dell’amministrazione finanziaria, richiamando il principio di cassa: conta la data in cui vengono pagate le spese, non quella in cui si conclude il cantiere. Secondo il chiarimento diffuso il 31 ottobre 2025, la detrazione al 75% si applica solo alle spese effettivamente sostenute e documentate entro il 31 dicembre 2025, anche quando i lavori siano iniziati prima e completati nel corso dell’anno successivo.
Come funziona l’agevolazione e cosa comprende
La misura riconosce una detrazione fiscale del 75% sulle spese documentate sostenute fino alla scadenza del periodo agevolato per interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti. Sono compresi interventi mirati esclusivamente a scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. Un dettaglio che molti sottovalutano: non tutte le opere riferibili a un abbattimento delle barriere rientrano automaticamente nell’agevolazione.

Il decreto legislativo richiamato (D.L. 212/2023) ha infatti escluso esplicitamente dall’ambito del bonus le spese per infissi, pavimenti, servizi igienici e gli interventi di automazione degli impianti. La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e si calcola su tetti di spesa differenziati: 50.000 euro per edifici unifamiliari o unità indipendenti con accesso autonomo; 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità negli edifici plurifamiliari da 2 a 8 unità; 30.000 euro moltiplicati per gli edifici condominiali con più di 8 unità.
In caso di interventi in condominio, ogni condomino determina la propria detrazione in base alla spesa a lui imputata secondo i millesimi o altri criteri stabiliti dagli articoli del Codice civile e in funzione dell’effettivo rimborso al condominio. È un aspetto che in molti notano solo nella fase di rendicontazione amministrativa: la quota di detrazione dipende dal flusso di cassa reale, non dalla stima dei lavori.
Implicazioni pratiche per cantieri, pagamenti e documentazione
Per chi pianifica un intervento, il punto cruciale è la tempistica dei pagamenti. Se i lavori di installazione di un ascensore esterno iniziano entro il 31 dicembre ma i pagamenti principali vengono effettuati l’anno successivo, soltanto le somme versate entro quella data potranno beneficiare della detrazione al 75%. Questo perché l’applicazione pratica del bonus segue il principio di cassa: il diritto alla detrazione nasce quando la spesa è effettivamente pagata.
Dal punto di vista operativo, occorre conservare fatture e ricevute dei pagamenti e dimostrare la destinazione delle somme al cantiere. Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno è il rallentamento delle pratiche condominiali, che può rimandare il rimborso a singoli condomini e dunque influire sulla loro possibilità di riconoscere l’intero incentivo nella dichiarazione dei redditi. Inoltre, la bozza di legge di bilancio non prevede per il 2026 una proroga dell’agevolazione così com’è strutturata, perciò le regole attuali restano quelle di riferimento.
Per la gestione delle pratiche e della documentazione le amministrazioni condominiali e i professionisti ricorrono sempre più spesso a strumenti digitali per tracciare pagamenti e fatture. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è quanto la sincronizzazione dei versamenti con l’esito delle delibere condominiali possa determinare l’effettivo beneficio fiscale. Chi sta progettando interventi, a prescindere dalla dimensione, dovrà quindi valutare con attenzione calendario dei pagamenti, modalità di rimborso e raccolta delle prove di spesa: sono elementi che decidono se e in quale misura la detrazione sarà usufruibile.
