Bonus 2025 per chi vive solo: tutte le agevolazioni su affitto, bollette e benessere personale

Bonus 2025 per chi vive solo: tutte le agevolazioni su affitto, bollette e benessere personale

Stefano Orlandi

Novembre 12, 2025

La buca delle lettere piena di bollette e una bolletta della luce che sembra non finire mai: è l’immagine che descrive chi vive da solo nelle città italiane. Non è più un caso isolato: secondo Istat sono circa 8,4 milioni gli italiani che abitano in una singola unità domestica, un numero che mette in evidenza tensioni economiche e nuove domande sociali. Chi si arrangia con un solo stipendio si trova spesso a dover conciliare spese per affitto, utenze e salute mentale, senza i benefici di una condivisione dei costi. In questi mesi le istituzioni hanno introdotto misure pensate per alleggerire questo carico: dagli incentivi per la prima casa ai rimborsi per le sedute di psicoterapia, fino ai contributi sulle bollette. L’obiettivo è ridurre il rischio che l’autonomia diventi isolamento economico: per questo è importante conoscere le regole e avere i documenti in ordine.

Casa e affitti: agevolazioni che riducono il peso delle spese

Per chi cerca stabilità abitativa ci sono misure specifiche. Il bonus prima casa per i giovani mette sul piatto vantaggi importanti: destinato agli under 36 con ISEE inferiore a 40.000 euro, prevede l’esenzione totale dalle imposte di registro, ipotecarie e catastali e una garanzia statale che può coprire fino all’80% del mutuo. La norma resta in vigore fino al 31 dicembre 2027, e si applica anche a chi acquista da solo, a patto che l’immobile non sia catalogato come di lusso. Questo strumento alleggerisce le barriere all’accesso alla casa, specialmente nelle grandi aree urbane.

Bonus 2025 per chi vive solo: tutte le agevolazioni su affitto, bollette e benessere personale
Bonus 2025 per chi vive solo: tutte le agevolazioni su affitto, bollette e benessere personale – casecasa.it

Sul fronte degli affitti ci sono detrazioni mirate: i giovani tra i 20 e i 31 anni con redditi contenuti possono beneficiare di una detrazione fino a 2.000 euro; i lavoratori che si trasferiscono in altra regione per motivi di lavoro e si spostano oltre i 100 km hanno diritto a una detrazione di 991,60 euro; per gli studenti universitari che vivono fuori sede è prevista una detrazione del 19% su canoni fino a 2.633 euro. Un dettaglio che molti sottovalutano è la necessità di conservare tutti i contratti e le ricevute: senza documentazione puntuale le agevolazioni rischiano di saltare.

Ristrutturazioni, salute mentale e bollette: altri aiuti concreti

Chi investe sulla propria casa può usufruire dei bonus edilizi ancora validi: per la prima abitazione la detrazione resta intorno al 50%, mentre per gli altri immobili si applica una detrazione del 36%. Tra gli interventi ammessi rientrano manutenzioni straordinarie, sostituzione infissi, installazione di ascensori, interventi per il risparmio energetico e lavori su bagni e scale interne. Va considerato che dal 2027 è prevista una progressiva riduzione delle aliquote, quindi chi può programmare i lavori ha un vantaggio evidente nell’anticipare gli interventi.

Il benessere psicologico è ormai riconosciuto come parte della spesa sanitaria: il cosiddetto bonus psicologo prevede importi variabili in base all’ISEE — fino a 1.500 euro per redditi molto bassi, 1.000 euro per fasce intermedie e 500 euro fino a una soglia massima di 50.000 euro di ISEE — con un rimborso per seduta fino a 50 euro. Infine, per contrastare i rincari delle utenze, esiste un contributo una tantum di 200 euro destinato a chi vive da solo con ISEE sotto 25.000 euro, ma è erogato solo se le utenze sono intestate al richiedente. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è quanto siano decisive le scadenze: molte agevolazioni richiedono domanda e documenti precisi, e senza organizzazione l’aiuto non arriva.

Chi vive da solo si trova quindi davanti a un ventaglio di strumenti concreti: dalla casa alle detrazioni fiscali, passando per il supporto psicologico e i contributi alle utenze. La differenza la fa l’informazione e la cura della pratica amministrativa, con certificazioni e ricevute in ordine. È una realtà che molti italiani stanno già sperimentando nelle proprie città: l’autonomia convive con la necessità di conoscere i propri diritti e di muoversi per tempo.