I nemici insospettabili del tuo portafoglio: la lista degli elettrodomestici che consumano in segreto

8 elettrodomestici che fanno lievitare la bolletta dell’elettricità anche quando sono spenti: come identificarli e risparmiare in casa

Dettaglio di manopole di un elettrodomestico, probabilmente un forno o un piano cottura, in una casa. - casecasa.it

Stefano Orlandi

Novembre 13, 2025

Un gesto banale — staccare una spina — può tradursi in un risparmio concreto e in meno rischi per la casa. In molte abitazioni italiane gli apparecchi lasciati in standby continuano a consumare energia: sono i cosiddetti vampiri energetici, dispositivi che mantengono un assorbimento anche quando non sono in uso. Secondo un esperto del settore, questo consumo nascosto può arrivare a incidere per circa 23% della bolletta elettrica di una famiglia. Oltre alla voce spesa, c’è un altro aspetto spesso sottovalutato: scollegare gli apparecchi riduce il rischio di guasti dovuti a picchi di tensione e limita i pericoli di incendio.

Il dato viene confermato da analisi internazionali, tra cui quelle del Consiglio per la difesa delle risorse naturali (NRDC), che segnala come una quota significativa dei consumi residenziali sia legata proprio all’alimentazione in standby. Nella vita quotidiana questo si traduce in piccoli aggravi ripetuti: orologi digitali, timer e circuiti sempre sotto tensione che consumano energia senza benefici reali. Un dettaglio che molti sottovalutano è che anche i caricabatterie lasciati infilati in una presa contribuiscono, seppure in misura minore, al totale mensile.

Gli otto apparecchi da staccare e perché

Non tutti gli elettrodomestici hanno lo stesso impatto: alcuni pesano molto sulla bolletta e sulla sicurezza. In cima alla lista ci sono i riscaldatori, che, soprattutto nei modelli portatili con timer o sensori, continuano a consumare e sono legati a numerosi incendi domestici. Le associazioni antincendio stimano che questi dispositivi siano coinvolti in migliaia di episodi ogni anno; si parla in certi report di circa 10.000 incendi attribuiti a fonti portatili o improvvisate, un motivo pratico per staccarli dopo l’uso.

8 elettrodomestici che fanno lievitare la bolletta dell’elettricità anche quando sono spenti: come identificarli e risparmiare in casa
Una lavastoviglie carica, pronta per essere avviata. Un elettrodomestico che può consumare energia anche da spento. – casecasa.it

Altri dispositivi con impatto rilevante sono i televisori, che restano in standby per rispondere al telecomando e possono consumare da pochi watt fino a decine di watt a seconda del modello; il NRDC indica oscillazioni fino a 54 watt per alcuni televisori. Tra gli apparecchi quotidiani vanno poi considerati gli scaldasalviette, che possono assorbire fino a 140 watt se lasciati permanentemente collegati, e le console
e i decoder, spesso tra i principali consumatori in standby nelle case con intrattenimento digitale.

Non vanno dimenticati gli strumenti per l’igiene personale come asciugacapelli o piastre: il consumo diretto quando spenti è trascurabile, ma l’uso vicino ad ambienti umidi aumenta i rischi elettrici; per questo conviene staccarli dopo l’uso. In ambito domestico, anche le apparecchiature d’ufficio (stampanti, trituratori) e i computer mantengono circuiti in funzione: il NRDC stima che un desktop in standby possa costare fino a circa 50 dollari l’anno in certe condizioni. Infine, gli elettrodomestici da cucina con timer — macchine del caffè programmabili, microonde con orologio — consumano costantemente se non scollegati.

Come trasformare lo scollegare in abitudine e cosa controllare

Scollegare tutto tutte le sere è difficile, ma alcune soluzioni pratiche rendono l’abitudine sostenibile. Dare priorità agli apparecchi usati raramente e posizionare le prese in punti accessibili semplifica il gesto. L’impiego di una protezione contro le sovratensioni permette di staccare più dispositivi insieme e offre una barriera contro i picchi di rete; è però importante non collegare riscaldatori a queste ciabatte per questioni di sicurezza.

Le versioni intelligenti di queste protezioni consentono di spegnere singoli carichi e di monitorare i consumi, così si capisce quali dispositivi pesano di più. Creare stazioni di ricarica per smartphone e laptop aiuta a tenere insieme i caricabatterie e a scollegarli facilmente: i caricabatterie originali, in genere, consumano poco in standby, mentre quelli generici possono assorbire di più. Un aspetto che in molti notano è la differenza tra apparecchi recenti e obsoleti: al momento della sostituzione è utile confrontare il consumo in standby e scegliere modelli con certificazione di efficienza energetica.

Alcune impostazioni software riducono il consumo: attivare le opzioni di risparmio energetico, abbassare il tempo prima della sospensione e disattivare funzioni come l’avvio rapido hanno effetti concreti. Nel corso dell’anno queste piccole attenzioni riducono la bolletta e, allo stesso tempo, limitano i danni da sovratensioni e gli interventi di manutenzione. Per molte famiglie in Italia è diventata una pratica che alleggerisce il bilancio domestico e dà maggiore serenità nell’uso quotidiano degli apparecchi.